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  • 3 modi in cui l’ecoturismo nel Pantanal protegge la fauna selvatica

    3 modi in cui l’ecoturismo nel Pantanal protegge la fauna selvatica

    Scopri come l’ecoturismo nel Pantanal protegge la fauna selvatica e sostiene le comunità locali.

    Giaguari, lontre giganti, un’avifauna ricchissima: il Pantanal è uno degli ecosistemi più ricchi del mondo. E oggi incendi, disboscamento e uso improprio del suolo lo mettono sotto pressione.

    Da qui è nato un turismo diverso, che protegge invece di sfruttare. Non si limita a sensibilizzare: contribuisce in modo diretto a conservare la fauna e i paesaggi fragili della regione.

    Fauna selvatica del Pantanal
    Photo: Dg wildlife

    L’area è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Naturale dell’Umanità e come Riserva della Biosfera, e proprio qui l’ecoturismo nel Pantanal sta crescendo come forza positiva. Noi di PlanetaEXO siamo convinti che viaggiare in modo responsabile faccia davvero la differenza. In questo articolo vediamo tre modi in cui l’ecoturismo aiuta a proteggere il Pantanal.

    Le minacce ambientali per la fauna e la flora del Pantanal

    Prima di capire come il turismo aiuta a proteggere il Pantanal, conviene sapere quali sono le minacce alla biodiversità in gioco.

    Negli ultimi anni il Pantanal, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità al mondo, ha subìto la pressione dell’allevamento estensivo di bovini, della monocoltura e del disboscamento illegale. Il fuoco è uno degli strumenti più distruttivi usati in questo processo: solo nel primo semestre del 2024 sono stati registrati oltre 3.000 incendi, soprattutto su terreni privati, con un aumento di 22 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Disboscamento nel Pantanal, in Brasile
    Photo: @lucas_n_morgado

    👉 Scopri i progetti di conservazione più incisivi nel Pantanal e come puoi sostenerli.

    Gli incendi e le altre forme di degrado ambientale colpiscono duramente la fauna locale. Giaguari, tapiri, caimani e innumerevoli specie di uccelli subiscono la perdita di habitat e spesso muoiono durante i roghi della stagione secca. Anche la vegetazione riporta danni di lungo periodo e in alcune aree si sta perdendo l’alternanza naturale fra piena e siccità, vitale per la sopravvivenza delle specie del Pantanal.

    Uno sfruttamento così non danneggia solo la biodiversità: aumenta anche il rischio di siccità e di scarsità d’acqua, con conseguenze che vanno ben oltre il Brasile. Quello che succede nel Pantanal riguarda tutta la regione.

    Minacce ambientali per la fauna e la flora del Pantanal
    Photo: Onçafari

    Davanti a queste minacce è chiaro che proteggere il Pantanal non è solo una questione di conservazione: è una necessità per la sopravvivenza della sua fauna e dei suoi ecosistemi. Ma non tutta l’attività economica della regione porta distruzione. L’ecoturismo nel Pantanal indica un’altra strada, che dà valore alla natura invece di sostituirla. Dal sostegno alle comunità locali al finanziamento della ricerca, fino agli incentivi alla tutela, un modo diverso di viaggiare sta già cambiando le cose sul campo.

    Ecco tre modi in cui l’ecoturismo nel Pantanal sta contribuendo a salvare la fauna unica della regione.

    1. Creare incentivi economici per la conservazione

    Proteggere le aree naturali conviene anche sul piano economico. Molte fazende del Pantanal, storicamente dedicate all’allevamento estensivo, hanno iniziato a investire nell’ecoturismo come nuova fonte di reddito.

    Chi arriva vuole vedere animali selvatici, non pascoli. Così i proprietari terrieri hanno ottime ragioni per conservare foreste, aree allagate e rive dei fiumi: invece di disboscare per guadagnare, oggi guadagnano lasciando il terreno allo stato selvatico.

    Creare incentivi economici per la conservazione nel Pantanal
    Photo: @edu.fragoso_

    Alcuni lodge finanziano direttamente, con gli incassi del turismo, progetti di rimboschimento, pattuglie contro il bracconaggio e iniziative di conservazione. L’equazione è semplice: più natura protetta, più opportunità per chi vive di turismo di natura.

    2. Sostenere la ricerca scientifica e il monitoraggio della fauna

    Nel Pantanal il turismo non paga solo lodge ed escursioni: finanzia anche la ricerca. Diversi operatori lavorano fianco a fianco con i ricercatori per monitorare le popolazioni animali e studiare gli equilibri di questo ecosistema. Gli incassi dei tour contribuiscono spesso a ricerche di lungo periodo su giaguari, tapiri, uccelli e specie acquatiche.

    In molti casi i ricercatori usano gli avvistamenti raccolti durante i tour guidati per seguire negli anni gli spostamenti delle specie chiave. Senza turismo gran parte di questo lavoro sul campo resterebbe senza fondi, o sarebbe addirittura impossibile in un’area così remota.

    Basta scegliere operatori seri: chi viaggia così alimenta l’ecoturismo nel Pantanal e sostiene indirettamente un turismo scientifico che aiuta a proteggere la fauna anche in futuro.

    Turismo sostenibile nel Pantanal
    Photo: Reise Graf

    3. Mettere le comunità locali in condizione di proteggere la natura

    L’effetto forse più importante riguarda proprio le comunità locali. Il turismo crea lavoro non solo come guide, cuochi e autisti, ma anche nella conservazione, nell’ospitalità e nell’educazione ambientale. È un’alternativa concreta ad attività che danneggiano l’ambiente, come la pesca illegale, l’estrazione mineraria o il taglio del legname.

    Comunità locali protagoniste nella tutela della natura
    Photo: SOS Pantanal

    Molte iniziative turistiche includono percorsi formativi che danno alle comunità strumenti su conservazione, uso sostenibile del suolo e tutela degli ecosistemi. Acquisendo competenze e vedendo con i propri occhi i vantaggi di un ambiente in salute, gli abitanti diventano protagonisti attivi della difesa del Pantanal.

    Un esempio su tutti è Casa Caiman, eco-lodge di riferimento che dopo gli incendi dell’anno scorso ha sospeso le attività per dedicarsi al recupero ambientale. Alla riapertura ha introdotto esperienze di conservazione sul campo: dispersione di semi, costruzione di rifugi per la fauna, meliponicoltura e alimentazione supplementare, attività che coinvolgono guide locali, biologi e viaggiatori in un lavoro concreto, capace di rafforzare insieme la resilienza ecologica e la partecipazione della comunità.

    Turismo sostenibile nel Pantanal
    Photo: @fernando.faciole

    Un futuro costruito sull’equilibrio

    Da solo il turismo non risolverà tutti i problemi del Pantanal, ma ha un ruolo decisivo nel proteggerne gli ecosistemi e nel sostenere chi ci vive. Piattaforme come PlanetaEXO mettono i viaggiatori in condizione di esplorare con consapevolezza, offrendo occasioni e indicazioni per lasciare un segno positivo in una delle regioni più ricche di fauna al mondo.

    👉 Scopri come il turismo sta contribuendo a proteggere l’ambiente in diverse regioni del Brasile.

    Continua a leggere:

  • PlanetaEXO: prima azienda di viaggi brasiliana in The Long Run

    PlanetaEXO: prima azienda di viaggi brasiliana in The Long Run

    Il turismo consapevole e a impatto positivo guadagna slancio in Brasile: PlanetaEXO annuncia l’adesione a The Long Run, una delle principali reti globali dedicate al turismo sostenibile.

    Con questo passo PlanetaEXO diventa la prima azienda di viaggi brasiliana ad aderire a The Long Run, rete internazionale di destinazioni impegnate in un turismo responsabile. In Brasile ne fanno già parte realtà come Refúgio Ecológico Caiman, Pousada Trijunção e Ibiti Projeto. Ora l’impegno si estende anche alle esperienze proposte attraverso i partner selezionati con cura da PlanetaEXO, tutti allineati al quadro delle 4C di The Long Run: Conservation, Community, Culture e Commerce.

    «Stare accanto a iniziative così importanti e avere il riconoscimento di The Long Run è un traguardo per noi», dice Lucas Ribeiro, fondatore di PlanetaEXO. «Abbiamo sempre creduto che il turismo possa essere una forza di cambiamento positivo, e far parte di questa comunità globale rafforza il valore della nostra missione.»

    Conservazione, The Long Run
    Photo: Aleksandrs Orlovs

    Che cos’è The Long Run e perché conta

    Nata dalla Zeitz Foundation, The Long Run è oggi una delle reti globali più autorevoli nel promuovere un turismo che protegge la natura e sostiene le comunità locali. Chi ne fa parte si impegna su quattro pilastri:

    • Conservation (conservazione): proteggere la biodiversità e ridurre l’impatto ambientale.
    • Community (comunità): coinvolgere le popolazioni locali e farle beneficiare del turismo.
    • Culture (cultura): promuovere e rispettare la diversità culturale.
    • Commerce (commercio): incoraggiare pratiche d’impresa sostenibili nel lungo periodo.

    L’ammissione di PlanetaEXO è arrivata al termine di un processo di valutazione rigoroso, pensato per verificare la coerenza con questi principi.

    PlanetaEXO The Long Run
    Photo: Lucas Neves

    Chi siamo?

    PlanetaEXO nasce nel 2021 dal desiderio di mettere in contatto chi viaggia con avventure autentiche e responsabili, guidate da guide locali e da comunità impegnate nella tutela dell’ambiente. Il progetto è partito dalla Chapada Diamantina con il celebre trek del Vale do Pati, ma l’obiettivo era più ampio fin dal primo giorno: diventare una piattaforma globale per i viaggi sostenibili.

    PlanetaEXO non si limita a organizzare viaggi: costruisce esperienze immersive che mettono al primo posto il rispetto dell’ambiente e il protagonismo delle comunità. Una quota importante dei ricavi generati dai tour va direttamente a famiglie, guide e piccole imprese del posto.

    «Il nostro modello è stato pensato fin dall’inizio per avere un impatto positivo, non solo per chi viaggia ma per tutte le persone coinvolte. Siamo convinti che avventure fuori dal comune possano andare di pari passo con la tutela e il rafforzamento dei luoghi che visitiamo.»

    Lucas Ribeiro

    The Long Run
    Photo: Clovis Cruvinel

    Il valore della collaborazione globale

    In un mondo in cui il turismo di massa spesso danneggia gli ecosistemi e cancella le identità culturali, The Long Run si distingue come modello di turismo trasformativo e inclusivo. La rete va oltre gli slogan e costruisce benefici profondi e duraturi per la natura e per le comunità locali.

    Aderendo a questo movimento globale, PlanetaEXO non si impegna soltanto a seguire le buone pratiche: ottiene anche accesso a scambio di conoscenze, formazione e collaborazione internazionale, strumenti decisivi per migliorare un turismo a impatto positivo nel rispetto delle realtà locali.

    Guardando avanti: i prossimi passi di PlanetaEXO

    L’ingresso in The Long Run apre un nuovo capitolo nel percorso di PlanetaEXO. L’azienda sta ampliando i suoi itinerari verso nuove regioni del Brasile e dell’America Latina, con attenzione alle destinazioni di alto valore ecologico e culturale.

    Nei piani ci sono anche investimenti in programmi di formazione, partnership con progetti di conservazione e miglioramenti tecnologici, per rendere i viaggi sostenibili più accessibili ed efficienti.

    «Vogliamo dimostrare che il turismo di avventura può essere un vero motore di cambiamento ambientale e sociale», conclude Lucas Ribeiro. «Il nostro percorso è appena cominciato.»

    The Long Run

    The Long Run in breve

    Fondata nel 2009 dalla Zeitz Foundation, The Long Run è un’iniziativa globale che sostiene le imprese turistiche impegnate in un impatto positivo e duraturo. Con più di 40 membri in cinque continenti, tra lodge, riserve private e progetti guidati dalle comunità, la rete protegge oggi oltre 20 milioni di acri di biodiversità nel mondo.

    👉 Vuoi saperne di più sul nostro impegno come membri? Visita il profilo di PlanetaEXO sul sito di The Long Run.

  • Fernando de Noronha: quando andare a fare immersioni?

    Fernando de Noronha: quando andare a fare immersioni?

    Scopri qual è il periodo migliore per immergerti a Fernando de Noronha: mare calmo tutto l’anno nel Mar de Dentro e uscite più impegnative nel Mar de Fora durante la stagione dello swell.

    Fernando de Noronha, arcipelago al largo della costa nord-orientale del Brasile, è considerato un paradiso per i subacquei. Si capisce perché questo sito Patrimonio Mondiale UNESCO sia nella lista dei desideri dei sub di tutto il mondo: acque trasparenti, vita marina e paesaggi sottomarini. Una delle domande più frequenti di chi sta organizzando il viaggio è proprio: «Fernando de Noronha, quando andare per immergersi?»

    La risposta non è del tutto immediata, perché a Fernando de Noronha si può fare immersione tutto l’anno. I cambi di stagione però influiscono su meteo, condizioni del mare e visibilità, e quindi sull’esperienza complessiva. Vediamo i dettagli per aiutarti a organizzare il viaggio:

    L'isola di Fernando de Noronha
    Baia do Sancho is one of the world’s 50 top beaches

    Indice dei contenuti:

    1. Immersioni tutto l’anno a Fernando de Noronha
    2. Le variazioni stagionali a Fernando de Noronha
    3. Vento e condizioni del mare
    4. Swell e onde stagionali
    5. Il periodo migliore per immergersi: da marzo a luglio
    6. Cosa ti aspetta sott’acqua?
    7. I punti forti delle immersioni stagione per stagione

    Immersioni tutto l’anno a Fernando de Noronha

    Uno dei motivi per cui Fernando de Noronha è un sito di immersione così frequentato è che le condizioni restano più o meno le stesse tutto l’anno. Grazie al clima tropicale, l’arcipelago ha buone condizioni in acqua per dodici mesi. La temperatura media dell’acqua è di circa 27°C (80°F), giusta per immergersi senza una muta pesante.

    La visibilità va dai 25 ai 50 metri (da 82 a 164 piedi) e regala una vista eccezionale sul mondo sottomarino.

    Fernando de Noronha ospita inoltre un’area protetta che sostiene gli ecosistemi locali. Chi si immerge può vedere ogni tipo di vita marina: tartarughe, squali di barriera, razze, murene e diverse specie di pesci. I delfini rotatori sono un avvistamento comune e per molti il momento più bello.

    Immersioni a Fernando de Noronha
    Photo: All Angles

    Ti puoi immergere tutto l’anno, ma l’arcipelago ha variazioni stagionali che incidono su vento, onde e visibilità. Queste variazioni possono cambiare la qualità delle immersioni e determinano quali zone dell’isola siano più adatte in certi mesi.

    👉 Curioso di Fernando de Noronha? Scopri 10 curiosità su questa isola brasiliana.

    Le variazioni stagionali a Fernando de Noronha

    «Mar de Dentro» (il mare interno) e «Mar de Fora» (il mare esterno) offrono due esperienze di immersione diverse a chi arriva a Fernando de Noronha.

    Il Mar de Dentro, a sinistra dell’Ilha do Meio e rivolto verso il continente (che resta comunque lontano), è più riparato e ha condizioni stabili tutto l’anno. È quindi un ottimo posto per immergersi, con swell minimo e visibilità affidabile.

    Il Mar de Fora, invece, si trova sul lato destro dell’isola ed è più esposto agli elementi, quindi le condizioni sono meno prevedibili. Vento e swell cambiano spesso, rendendo la navigazione più difficile e riducendo i giorni utili, ma nei periodi più calmi ci si immerge comunque.

    Siti di immersione a Fernando de Noronha
    Diving Spots in Fernando de Noronha

    Stagione secca (da agosto a febbraio)

    Per quanto riguarda le stagioni subacquee, da agosto a febbraio è la stagione secca: tempo stabile, pochissima pioggia e ottime condizioni per immergersi.

    La visibilità è al massimo da agosto a metà ottobre: chi sceglie Fernando de Noronha ad agosto trova l’acqua più limpida dell’anno, ideale per la fotografia subacquea e per i siti più profondi.

    Da metà ottobre a febbraio, però, è la «stagione delle onde». In questo periodo swell e onde forti possono interessare il Mar de Dentro, il lato dell’isola rivolto verso la costa brasiliana.

    Queste onde lunghe possono smuovere l’acqua, ridurre la visibilità e rendere il mare più mosso. Per chi si immerge può voler dire cambiare programma e concentrarsi sui siti del Mar de Fora, che in questo periodo tende a restare più calmo.

    Qual è il periodo migliore per immergersi a Fernando de Noronha

    Stagione delle piogge (da marzo a luglio)

    La stagione delle piogge, da marzo a luglio, porta più precipitazioni, soprattutto tra aprile e giugno. Curiosamente è anche il periodo con il mare più calmo e un’ottima visibilità sott’acqua, perché la pioggia interessa soprattutto lo strato superficiale.

    È la stagione consigliata a chi vuole esplorare entrambi i lati dell’isola senza limiti dovuti al meteo, con la possibilità di vedere davvero il mondo sottomarino di Fernando de Noronha.

    La stagione delle piogge è molto indicata per chi mette al primo posto il mare calmo e l’acqua limpida. Permette di esplorare una varietà più ampia di siti senza essere condizionato dal meteo o dallo stato del mare.

    Qual è il periodo migliore per immergersi a Fernando de Noronha
    Photo: @gz_mergulho

    Vento e condizioni del mare

    Le condizioni del mare a Fernando de Noronha cambiano molto secondo il periodo dell’anno. Il vento forte rende l’acqua mossa e riduce la visibilità.

    I mesi con i venti più forti sono agosto e settembre, oltre alla fine di dicembre e gennaio.

    • Agosto e settembre: i venti più forti rendono il mare un po’ più mosso, soprattutto sul lato dell’isola rivolto al Mar de Dentro. La visibilità può calare leggermente, ma i subacquei esperti apprezzano comunque la sfida e gli ecosistemi sottomarini di Noronha.
    • Dicembre e gennaio: il regime dei venti aumenta il moto ondoso nel Mar de Dentro. I sub vengono di solito dirottati sul Mar de Fora, dove le condizioni sono più stabili. Questa capacità di adattarsi è uno dei punti di forza di Fernando de Noronha e fa sì che ci si possa immergere anche quando le condizioni non sono ideali.

    Swell e onde stagionali

    Da novembre a febbraio si verifica il fenomeno chiamato «swell», che porta grandi onde oceaniche formatesi al largo. Questo movimento, che può durare uno o due giorni, smuove il fondale del Mar de Fora e riduce temporaneamente la visibilità.

    Allo stesso tempo apre occasioni particolari per immergersi nel Mar de Fora, perché in quel periodo la zona offre spesso condizioni favorevoli all’esplorazione.

    Lo swell permette di esplorare siti che altrimenti resterebbero fuori dai programmi. Per i sub più avventurosi queste condizioni sono stimolanti e aggiungono una dose di imprevedibilità.

    Delfini rotatori

    Il periodo migliore per immergersi: da marzo a luglio

    Se ti stai chiedendo quando andare a Fernando de Noronha per trovare le condizioni più tranquille e prevedibili, la risposta è da marzo a luglio. In questi mesi sia il Mar de Dentro sia il Mar de Fora sono in genere calmi e i sub possono raggiungere tutti i siti di immersione.

    La visibilità è ottima e l’assenza di vento forte rende entrate e uscite dall’acqua più semplici.

    È un periodo particolarmente adatto ai sub alle prime armi o a chi cerca un’immersione rilassata. È anche il momento giusto per i fotografi: acqua limpida e vita marina abbondante offrono infinite occasioni di scatto.

    Immersioni a Fernando de Noronha

     

    Cosa ti aspetta sott’acqua?

    In qualsiasi periodo tu venga, il mondo sottomarino di Fernando de Noronha lascia il segno. Ecco cosa puoi aspettarti:

    Sull’isola c’è qualcosa per tutti: barriere colorate e giardini di corallo, relitti profondi e grotte sottomarine. Tra i siti più frequentati ci sono Cabeço da Sapata, Pedras Secas e Buraco das Cabras.

    Vedrai una grande biodiversità marina: tartarughe, squali di barriera, razze, murene, pesci e molto altro. Le acque di Noronha sono piene di vita. L’arcipelago è famoso anche per i delfini rotatori, che spesso si vedono saltare e ruotare vicino alla superficie.

    Le rigide misure di conservazione del Parco Marino garantiscono che i siti restino ricchi di vita. Questo impegno per la sostenibilità migliora l’esperienza dei sub e protegge gli ecosistemi dell’arcipelago.

    Qual è il periodo migliore per immergersi a Fernando de Noronha
    Photo: Thiege Rodrigues

    Condizioni di immersione per stagione: tabella riassuntiva

     

    Season Conditions Best Diving Areas
    March to July Calm seas on both Inner and Outer sides, excellent visibility, ideal for all divers. Inner and Outer Sea dive sites
    August to September Windy season, with some agitation, and suspended particles reducing visibility slightly. Outer Sea is generally better sheltered.
    November to March Swells and strong waves are possible, but often brief (1-2 days). Outer Sea offers better conditions during this time. Outer Sea sites like Cabeço da Sapata.
    December to January The Inner Sea is more agitated, but the Outer Sea remains calmer. Divers may need to adjust sites depending on conditions. Outer Sea dive spots.

    Organizza la tua avventura sub

    Ora che sai qual è il periodo migliore per immergerti a Fernando de Noronha, perché non iniziare a organizzare il viaggio? Dai un’occhiata ai pacchetti di PlanetaEXO per immersioni che ti fanno esplorare il mondo sottomarino dell’arcipelago.

    Che tu sia alle prime armi o un sub navigato, Fernando de Noronha ti regala un’avventura che resta.

  • Giornata della Terra: 5 impatti positivi dell’ecoturismo

    Giornata della Terra: 5 impatti positivi dell’ecoturismo

    Il 22 aprile è la Giornata internazionale della Terra, una data che ribadisce quanto sia importante ripensare il nostro rapporto con le risorse naturali.

    In uno scenario di consumo eccessivo e degrado ambientale, anche il turismo va ripensato. Secondo il World Travel and Tourism Council (WTTC), il settore dei viaggi è responsabile di circa l’8% delle emissioni globali di gas serra (dati 2023).

    Il turismo, però, se è pianificato bene può far parte della soluzione. È in questo contesto che si distingue l’ecoturismo sostenibile. «L’ecoturismo, quando è praticato in modo responsabile e con il coinvolgimento delle comunità locali, può generare reddito senza distruggere gli ecosistemi. Trasforma i visitatori in alleati della conservazione», dice Lucas Ribeiro, fondatore di PlanetaEXO, piattaforma globale di ecoturismo.

    Per questo il turismo sostenibile e responsabile, quello che coinvolge le comunità locali e rispetta i limiti degli ecosistemi, funziona meglio nel preservare la natura e nel costruire alternative economiche durature.

    In questa Giornata della Terra, ecco cinque impatti positivi dell’ecoturismo:

    1. Conservazione della biodiversità

    L’ecoturismo spinge a proteggere le aree naturali perché dà un valore economico alla conservazione. Destinazioni che prima subivano deforestazione, caccia e attività mineraria illegale oggi vedono nella tutela della biodiversità una fonte di reddito continua e legittima.

    Caiman, Pantanal
    Photo: Felipe Castellari

    2. Rafforzamento delle comunità locali

    Dando lavoro a guide, artigiani, piccoli produttori e proprietari di lodge a conduzione familiare, l’ecoturismo distribuisce il reddito in modo decentrato. «Questo modello aiuta le persone a restare nel loro territorio, con dignità e da protagoniste», spiega Lucas Ribeiro.

    impatti positivi dell'ecoturismo
    Photo: Aurelie-Poilleux

    3. Educazione ambientale

    I viaggi di ecoturismo offrono un’esperienza di apprendimento diretta, a contatto con la natura e con i saperi locali. Chi visita un territorio ne conosce le sfide ambientali e torna a casa più consapevole del proprio ruolo di cittadino.

    Cristalino Lodge, Amazzonia
    Photo: João Paulo Krajewski

    4. Stimolo all’economia circolare

    La logica del «consumare locale» è centrale nell’ecoturismo. Cibo, trasporti e prodotti tipici hanno la priorità: si rafforza la filiera corta e si riduce l’impronta di carbonio legata al viaggio.

    Cerrado Rupestre, Jalapão
    Photo: Clovis Cruvinel

    5. Riconnessione con il pianeta

    Più che uno stile di viaggio, l’ecoturismo invita a cambiare mentalità: uscire dalla modalità consumo per entrare in un ritmo più attento, più sensibile ai tempi della terra. In un momento di urgenza ambientale, questo atteggiamento diventa un gesto politico.

    Lençóis Maranhenses
    Photo: Paraíso do Caju

    Sostenibilità

    Nei biomi sottoposti a forte pressione, come l’Amazzonia e il Pantanal, gli impatti positivi dell’ecoturismo si sono rivelati un’alternativa concreta all’avanzata di attività predatorie come la deforestazione, l’attività mineraria e il turismo incontrollato.

    Più che una camminata in mezzo alla natura, questo tipo di turismo invita a riconnettersi: con l’ambiente, con i modi di vivere tradizionali e, soprattutto, con i limiti del pianeta. In tempi di emergenza climatica, scarsità d’acqua e degrado accelerato degli ecosistemi, questa riconnessione non è più una scelta individuale. È una necessità collettiva, urgente e inderogabile.

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  • Quanti giorni passare nella Chapada Diamantina?

    Quanti giorni passare nella Chapada Diamantina?

    Visitare la Chapada Diamantina non vuol dire solo rinfrescarsi sotto le cascate o affacciarsi dai punti panoramici. Vuol dire attraversare la varietà di paesaggi che rendono questa regione una delle più particolari del Brasile.

    Quanti giorni passare nel Parco Nazionale Chapada Diamantina dipende dal tuo stile di viaggio e da quello che cerchi: camminate panoramiche, trekking di più giorni oppure una breve pausa nella natura nella Vale do Pati. Ma per conoscere davvero il parco nazionale, con la sua varietà di sentieri, canyon e valli isolate, conviene fermarsi almeno 3 giorni pieni, e da 5 a 7 giorni è l’ideale.

    La Chapada Diamantina si estende per oltre 38.000 chilometri quadrati nella Bahia centrale. Con 3 giorni ti fai una prima idea: magari una camminata fino alla Cachoeira da Fumaça, il tramonto dal Morro do Pai Inácio e un bagno nel Poço Azul e nel Poço do Diabo. Va detto che al Poço Encantado non si può nuotare, ma la visita vale comunque. Con 5 o 7 giorni, invece, puoi spingerti in zone più remote come la Vale do Pati, scoprire cascate nascoste e vedere i paesaggi contrastanti che rendono la Chapada così particolare.

    Noi di PlanetaEXO siamo specializzati in ecoturismo in Brasile e proponiamo pacchetti di viaggio selezionati nella Chapada Diamantina. Questa guida ti aiuta a capire cosa puoi fare in base ai giorni che hai.

    Tramonto al Morro do Pai Inácio
    Photo: Agata Fetschenko

    Da cosa dipende quanto tempo fermarsi nella Chapada Diamantina?

    Prima di decidere quanti giorni passare nella Chapada Diamantina, vale la pena considerare alcuni fattori che cambiano l’esperienza:

    Logistica

    La Chapada Diamantina è una regione isolata nel cuore della Bahia, e sapere come arrivare fa la differenza. L’accesso più comune è da Salvador, con autobus giornalieri e transfer privati fino a Lençóis, il paese che fa da porta d’ingresso. Il viaggio da Salvador a Lençóis richiede circa 5 o 6 ore di strada. Se hai in programma zone come il Vale do Capão, Igatu o la Vale do Pati, mettici altri tempi di trasferimento su strade minori e sentieri.

    Per questo molti viaggiatori scelgono di passare la prima e l’ultima notte a Lençóis, così da evitare coincidenze strette e trasferimenti di corsa. Tieni conto anche che gli orari degli autobus e le condizioni delle strade possono influire sugli arrivi, soprattutto nella stagione delle piogge. Programmare con un po’ di margine rende tutto più semplice e meno stressante.

    Lençóis, Chapada Diamantina
    Photo: Rudolf Ernst

    Stagione e clima

    Season and Weather

    Quando si viaggia nella natura, il periodo dell’anno cambia l’esperienza. Ecco perché sapere qual è il periodo migliore per andare conta parecchio. La stagione secca, da maggio a ottobre, porta un tempo più stabile e sentieri in condizioni migliori: è quella giusta per le camminate lunghe come il trekking della Vale do Pati. Da novembre ad aprile, nella stagione delle piogge, le cascate hanno più acqua e il paesaggio diventa più verde e acceso. I sentieri però si fanno scivolosi e, dopo le piogge forti, l’accesso ad alcune zone può essere limitato.

    Un altro effetto della stagione riguarda le singole attrazioni. Nei mesi secchi i protagonisti sono le piscine naturali di acqua trasparente e i punti panoramici con vista aperta. Nella stagione delle piogge, invece, lo spettacolo è la forza delle cascate, in particolare alla Cachoeira da Fumaça e al Cachoeirão. In qualsiasi stagione, controlla sempre le condizioni dei sentieri prima di partire, soprattutto per i trekking più lunghi.

    Quanti giorni passare nella Chapada Diamantina
    Photo: @deborahbannach

    Il tuo stile di viaggio e il tuo ritmo

    La Chapada Diamantina ha sfide e soddisfazioni per viaggiatori di tutte le età. La regione richiede un certo impegno fisico, ma ognuno può viverla a modo suo. Mettiamo che tu cerchi un’esperienza lenta e immersiva: in quel caso il consiglio è passare più giorni dentro la Vale do Pati, da 5 a 7. Se invece il tuo obiettivo è vedere le attrazioni principali senza impegnarti in un trekking di più giorni, una permanenza di 3 o 4 giorni con base a Lençóis è una buona soluzione.

    Aiuta anche pensare a che tipo di paesaggio ti interessa di più. La Chapada Diamantina offre una varietà sorprendente: montagne dalla cima piatta e altopiani d’alta quota, ma anche canyon, grotte e laghi sotterranei. Che il tuo interesse sia il trekking, la fotografia, i bagni sotto le cascate o semplicemente il panorama, sarà quello a definire quanti giorni vorrai fermarti.

    Cascata nella Chapada Diamantina
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    I migliori tour nella Chapada Diamantina

    Se non sai ancora se un tour di 3 giorni è la scelta giusta, o quale zona della Chapada Diamantina esplorare, confrontare le opzioni ti aiuta a decidere.

    Noi di PlanetaEXO abbiamo scelto una selezione delle migliori avventure nella Chapada Diamantina. Dai trekking di più giorni nella Vale do Pati alle escursioni più brevi e alle gite panoramiche di un giorno, tutti i nostri itinerari sono selezionati per qualità, conoscenza del territorio e autenticità.

    Guarda cosa offre ogni tour nella Chapada Diamantina e trova quello che si adatta al tempo che hai e al tuo modo di viaggiare.

    # of Days Tour Name Highlights
    3 Days Trekking Vale do Pati Chapada Diamantina 3 giorni For those short on time but determined to experience the essence of Vale do Pati. A compact itinerary with long hiking days and little room for stops.
    Tour Chapada Diamantina 3 giorni A comfortable, hotel-based tour with short hikes and vehicle-supported transfers between some attractions.
    4 Days Escursione nella Vale do Pati Chapada Diamantina 4 giorni A more relaxed alternative to the 3-day trek, with shorter daily hiking distances and extra time at areas like Morro do Castelo Cave and Calixto Waterfall
    5 Days Trekking Chapada Diamantina Vale do Pati 5 giorni The full, classic crossing of the Pati Valley. Ideal for those who want to cover the entire route, visiting all areas without skipping sections.
    6 Days Grande trekking nella Chapada Diamantina 6 giorni For experienced hikers wanting variety and challenge. This itinerary goes beyond Vale do Pati, combining different regions, longer distances, and more demanding daily hikes.
    7 Days Chapada Diamantina viaggio di 7 giorni Ideal for families or travelers looking for variety without committing to long treks. A combination light hikes, cultural visits, and natural attractions spread across the park.
    Escursionisti attraversano gli altopiani aperti della Vale do Pati, nella Chapada Diamantina
    Photo: Guillaume Leman

    👉 Prima di partire, leggi i nostri 10 consigli di viaggio per la Chapada Diamantina e sfrutta al massimo il tuo viaggio

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  • Incendi nella foresta amazzonica: 8 progetti di conservazione da sostenere nel 2025

    Incendi nella foresta amazzonica: 8 progetti di conservazione da sostenere nel 2025

    Educazione ambientale, reddito per le comunità locali, riforestazione, ecoturismo: sono alcune delle azioni portate avanti dalle organizzazioni non profit che lavorano nell’Amazzonia brasiliana.

    La foresta amazzonica è la foresta pluviale più grande del mondo: la superficie dell’Amazzonia arriva a 6,74 milioni di km², di cui oltre 4,2 milioni in territorio brasiliano. Quanto è grande l’Amazzonia lo capisci da questi numeri, e un ecosistema di queste dimensioni ha effetti altrettanto grandi sull’equilibrio del pianeta e sulla vita naturale.

    Otto progetti di conservazione nella foresta amazzonica brasiliana.

    Ospita milioni di specie animali e vegetali, produce fino al 16% dell’acqua dolce del mondo e pesa moltissimo nel sequestro del carbonio, cioè nel catturare e immagazzinare l’anidride carbonica (CO2) presente nell’atmosfera, il processo che frena il cambiamento climatico.

    Tutto questo, però, è sotto minaccia. Secondo l’Istituto Nazionale di Ricerche Spaziali (INPE), la deforestazione in Amazzonia ha raggiunto 4.315 km² tra agosto 2023 e luglio 2024: un’area più piccola rispetto allo stesso periodo del 2022, ma un numero che resta preoccupante.

    Brigata antincendio di Alter do Chão, in Pará, uno dei progetti di conservazione dell'Amazzonia.
    Photo: @guardioes_ti_kumaruara

    Il pericolo più grande, oggi, sono probabilmente gli incendi. Gli incendi nella foresta amazzonica non sono mai stati così numerosi negli ultimi diciassette anni e concentrano il 50,6% dei roghi di tutto il Brasile. L’INPE stima 137.538 focolai di calore in Amazzonia fino a dicembre 2024, tra fuochi (controllati o no) e veri e propri incendi boschivi.

    Le conseguenze sono pesanti: temperature in aumento, siccità più lunghe, fiumi più bassi, animali che muoiono, aria irrespirabile e persone che vivono grazie alla foresta e perdono casa e prima fonte di reddito. Per evitare tutto questo, le comunità locali coinvolte in questi progetti contro la deforestazione della foresta amazzonica lavorano senza sosta per proteggere quello che molti chiamano “i polmoni della Terra”.

    1. Programma di imprenditoria e business sostenibile in Amazzonia (Pensa)

    Risorse che esistono solo qui, una natura che attira viaggiatori da tutto il mondo (prova che le attività di ecoturismo sono soluzioni concrete di conservazione) e gruppi locali con voglia di formarsi e di mettersi in proprio: sono questi i fattori che rendono la foresta amazzonica un terreno fertile per l’imprenditoria sostenibile.

    Fondazione Amazzonia Sostenibile (FAS) e il programma Pensa di imprenditoria sostenibile in Amazzonia.
    Photo: Emile Gomes

    La Fondazione Amazzonia Sostenibile (FAS) combatte la vulnerabilità sociale con il Programma di imprenditoria e business sostenibile in Amazzonia, Pensa nell’acronimo portoghese. Unendo tecnologia sociale e formazione per chi fa impresa, il programma ha sostenuto oltre 583 comunità in 16 Unità di Conservazione (UC).

    Nel 2023 la FAS ha sostenuto 62 imprese sostenibili e 323 persone hanno acquisito nuove competenze. Il reddito medio delle famiglie seguite da Pensa è cresciuto del 19% e il fatturato complessivo delle imprese di turismo di base comunitaria ha raggiunto 5 milioni di reais. Qui trovi tutte le informazioni e puoi fare la tua donazione.

    L'ecoturismo nella foresta amazzonica come risposta alla deforestazione.
    Roberto Brito, founder of “Projeto Draft”.

    2. Fondazione Almerinda Malaquias (FAM)

    La Fondazione Almerinda Malaquias (FAM) è un’organizzazione non profit con sede a Novo Airão, nello stato di Amazonas, e lavora su tre fronti:

    • Generazione di reddito: formazione professionale per l’artigianato e per la produzione di sapone
    • Educazione ambientale: bambini e ragazzi del posto imparano a conoscere il territorio in cui vivono e le alternative economiche per uno sviluppo sostenibile
    • Ecoturismo: pratiche di viaggio a basso impatto come leva per l’istruzione e per il lavoro

    Solo nel 2024 la FAM ha aiutato 190 persone a iscriversi a scuola e 45 famiglie a generare reddito, e ha seguito dieci comunità ribeirinhe su istruzione e finanziamenti.

    Educazione ribeirinha di Expedição Katerre, tra i sostenitori della Fondazione Almerinda Malaquias.
    Photo: @expedicaokaterre

    A sostenere il lavoro della FAM ci sono Expedição Katerre e il Mirante do Gavião Amazon Lodge, che agiscono come sponsor. Entrambi sono specializzati in ecoturismo e Katerre propone alcune delle migliori crociere fluviali del Brasile.

    Puoi aiutare la FAM comprando i suoi prodotti fatti a mano oppure con una donazione: è artigianato brasiliano nato dai corsi di formazione, tra saponi e oggetti di bottega. Trovi altre informazioni sul sito ufficiale e sul profilo social.

    Fondazione Almerinda Malaquias (FAM), a Novo Airão, nello stato di Amazonas.
    Photo: Fundação Almerinda Malaquias Foundation (FAM)

    3. Istituto Mamirauá

    Nel 2024 la siccità è stata la preoccupazione più grande per l’Amazzonia. Molte organizzazioni non profit si sono mosse per ribaltare gli effetti della mancanza di piogge e in prima linea c’era l’Istituto Mamirauá per lo Sviluppo Sostenibile (IDSM), fondato nel 1999.

    Portando raccomandazioni scientifiche alle autorità, questo progetto di conservazione della foresta amazzonica ha dato supporto educativo alle comunità locali, ha messo a punto metodi diversi per migliorare l’accesso all’acqua potabile e ha lavorato per tutto l’anno per ridurre le conseguenze di un periodo secco fuori dal comune.

    Azioni contro la siccità del 2024 a Marimauá, in Amazzonia.
    Photo: Caroline Reucker

    Anche l’ecoturismo conta parecchio. L’Uakari Lodge sorge in mezzo alla Riserva Mamirauá, su palafitte, sul Lago Tefé. Oltre a farti entrare del tutto dentro la foresta, il lodge è uno strumento importante di sensibilizzazione ambientale e di ricerca scientifica.

    Le attività dell’Uakari, come l’osservazione della fauna, sono state utilissime per raccogliere dati sulle scimmie uakari, quelle che danno il nome al lodge. Quei dati aiutano scienziati e biologi a capire la specie e a trovare modi efficaci per proteggerla, e con lei tutta l’Amazzonia. Un articolo scientifico su questo tema è stato pubblicato nel 2021.

    Approfondisci questo progetto di prevenzione della siccità e, se puoi, fai una donazione online.

    Le azioni contro la siccità del 2024 a Marimauá, con l'Istituto Mamirauá in prima linea.
    Photo: Miguel Monteiro

    4. Spedizione Boto dell’Amazzonia

    Dal 2021 il progetto Spedizione Boto dell’Amazzonia monitora e studia la tutela del boto rosa, il delfino di fiume amazzonico, e porta avanti uno studio di lungo periodo sulla popolazione di questi animali per conoscere meglio la specie e trovare modi concreti di proteggerla.

    Sea Shepherd Brasil e la Spedizione Boto dell'Amazzonia, per la tutela del boto rosa.
    Photo: @seasheperdbrasil

    Il progetto è guidato da Sea Shepherd, organizzazione non profit internazionale per la conservazione marina fondata nel 1977 a Vancouver, in Canada. La sezione brasiliana si occupa dei delfini di fiume amazzonici. Chiunque può donare 1 real al giorno per sostenere l’iniziativa. Qui trovi altre informazioni.

    5. Brigata antincendio di Alter do Chão

    Con base ad Alter do Chão, nello stato del Pará, la brigata che combatte gli incendi nella foresta amazzonica è un’organizzazione non profit nata nel 2019. Per questo progetto di conservazione spegnere il fuoco è l’ultima risorsa: prevenire e contenere la propagazione degli incendi si può, con l’educazione ambientale e con lo sforzo collettivo della società civile e delle istituzioni.

    Brigada do Alter, la brigata antincendio volontaria di Alter do Chão.
    Photo: @_fotografia23_

    Proteggendo la fauna e la flora locali e la popolazione indigena dell’area del Basso Tapajós, l’iniziativa fa da modello per le nuove brigate di volontari, non solo in Amazzonia ma anche negli altri biomi brasiliani (Foresta Atlantica, Caatinga, Cerrado, Pampa e Pantanal).

    Trovi altre informazioni sulla Brigata antincendio di Alter do Chão sul sito ufficiale e sul profilo social, e da lì puoi anche sostenerla.

    La Brigada do Alter al lavoro sulla prevenzione degli incendi nella foresta amazzonica.
    Photo: @egrymaia

    6. Expedicionários da Saúde (EDS)

    Expedicionários da Saúde, l’EDS, nasce nel 2003 da un gruppo di medici volontari che vogliono portare assistenza sanitaria ai popoli indigeni delle zone più isolate della foresta amazzonica.

    Negli anni 300 volontari hanno coperto oltre 500.000 km² di foresta per curare chi ne aveva bisogno. In 55 spedizioni l’EDS ha realizzato 10.486 interventi chirurgici, 76.333 visite, 148.125 esami e procedure mediche, e ha donato 8.464 paia di occhiali da vista.

    Il dottor Ricardo Affonso, presidente dell’EDS, ha ricevuto lo Zayed Sustainability Prize alla COP28 di Abu Dhabi (la 28ª Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), nel 2023. Il riconoscimento è stato un passo importante verso servizi sanitari migliori, ma il progetto ha bisogno di donazioni continue per continuare a occuparsi della salute dei popoli indigeni brasiliani. Aiuta l’EDS da qui.

    Expedicionários da Saúde (EDS): assistenza sanitaria ai popoli indigeni dell'Amazzonia.
    Photo: EDS

    7. Donne imprenditrici della foresta

    Il progetto Donne imprenditrici della foresta (Mulheres Empreendedoras da Floresta) dà forza alle donne che vivono in Amazzonia, soprattutto nei comuni di Santarém, Belterra, Mojuí dos Campos e Aveiro, tutti nell’ovest del Pará. L’iniziativa è promossa dal Projeto Saúde and Alegria (Progetto Salute e Allegria), o PSA, una non profit attiva nell’Amazzonia brasiliana dalla fine degli anni Ottanta.

    Projeto Saúde e Alegria (PSA) e le Donne imprenditrici della foresta, nell'ovest del Pará.
    Photo: Mulheres Empreendedoras da Floresta

    La deforestazione della foresta amazzonica, spinta da agricoltura, taglio illegale del legname ed estrazione mineraria, rende insicuro il contesto in cui vivono le comunità vicine, quelle che dalla foresta ricavano da vivere. In un quadro sociale così sbilanciato a sfavore delle donne, il PSA offre formazione professionale alle donne amazzoniche, da Santarém in Brasile ai villaggi intorno, perché creino, gestiscano e facciano crescere una propria attività, e perché l’economia locale diventi più solida e sostenibile.

    Per sostenere Donne imprenditrici della foresta e gli altri progetti importanti, dai un’occhiata al sito ufficiale del PSA.

    Donne imprenditrici della foresta formate dal PSA a Santarém, in Brasile.
    Photo: Mulheres Empreendedoras da Floresta

    8. Programma Carbonio Neutro (PCN)

    Il Programma Carbonio Neutro (PCN) è il progetto più longevo gestito da Idesam, una non profit nata nel 2004 che lavora per il benessere della foresta e di chi la abita. L’obiettivo è permettere a persone e aziende di prendersi la responsabilità dell’impatto che generano sul pianeta, compensando le proprie emissioni di gas serra (GHG). La compensazione passa dalla riforestazione dell’Amazzonia nelle aree colpite della Riserva Biologica di Uatumã, a Presidente Figueiredo, nello stato di Amazonas.

    Programma Carbonio Neutro di Idesam: riforestazione dell'Amazzonia nella Riserva Biologica di Uatumã.
    Photo: Idesam

    I risultati: meno emissioni di gas serra, più consapevolezza della propria impronta di carbonio, responsabilità per le grandi aziende, sicurezza alimentare e reddito per le famiglie che lavorano nel PCN.

    Sul sito ufficiale di Idesam trovi altri dettagli e le opzioni per donare.

    Idesam, la non profit che dal 2004 gestisce il Programma Carbonio Neutro in Amazzonia.
    Photo: Idesam

    Sostieni i progetti di conservazione della foresta amazzonica

    Questi progetti di conservazione lavorano ogni giorno per proteggere le risorse naturali dell’area naturale più importante del mondo. Ma la foresta non si salva senza aiutare chi la custodisce: l’impegno sociale sta dentro i programmi sostenibili e va preso altrettanto sul serio.

    Puoi fare la tua parte donando, sostenendo le politiche ambientali e scegliendo l’ecoturismo nella foresta amazzonica. Ogni gesto conta!

  • Come visitare il Cerrado in Brasile: parchi, fauna e Chapada das Mesas

    Come visitare il Cerrado in Brasile: parchi, fauna e Chapada das Mesas

    Tutto quello che ti serve sapere per visitare il secondo bioma del Brasile, una delle mete naturalistiche più interessanti del pianeta.

    Distese di vegetazione verde e gialla, alberi bassi e arbusti crescono nel clima tropicale di questa savana brasiliana, che ospita fauna e flora ricchissime, panorami larghi e un peso ambientale innegabile. Il Cerrado in Brasile è la destinazione giusta se ami l’avventura e gli animali selvatici. Nell’articolo The 25 best places in the world to travel to in 2025 il National Geographic lo descrive come un posto sottovalutato e incredibile, e indica il birdwatching e la ricerca del lupo dalla criniera come due buoni motivi per andarci.

    Vegetazione tipica del Cerrado, la savana del Brasile.

    Viaggiare nel Cerrado significa bellezza rara, contatto vero con la natura, un contributo alle pratiche sostenibili e la scoperta di uno degli ecosistemi più importanti e meno conosciuti del Brasile.

    Cascate del Jalapão, nel Cerrado del Tocantins.
    Photo: @viagemnarelacao

    Cos’è il Cerrado in Brasile?

    Copre il 25% del territorio brasiliano, negli stati di Goiás, Brasília, Bahia, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Minas Gerais, Tocantins, Maranhão, Piauí e São Paulo, e supera i 2 milioni di km². È talmente esteso che ci starebbero dentro Inghilterra, Francia, Germania e Spagna.

    Pousada Trijunção, il lodge sul triplice confine tra Bahia, Minas Gerais e Goiás.

    Secondo bioma del Brasile dopo la foresta amazzonica, il Cerrado è considerato la savana tropicale più biodiversa del mondo perché ospita il 5% degli animali e delle piante del pianeta. Qui nascono otto dei dodici principali bacini idrografici del Paese, con fiumi come São Francisco, Tocantins, Paraná e Paraguay. Per il suo ruolo nell’approvvigionamento di acqua pulita il bioma è chiamato anche il serbatoio d’acqua del Brasile.

    Paesaggio del Jalapão, nell'est del Tocantins.

    Anche il profilo delle emissioni di gas serra conta parecchio da queste parti: la regione regola il clima e abbassa la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Secondo MapBiomas Brasil, l’iniziativa che mappa la copertura del suolo brasiliano e i suoi cambiamenti nel tempo, nei primi 30 cm di suolo del Cerrado ci sono 8,1 gigatonnellate di stock di carbonio organico. Nelle aree con vegetazione naturale si contano 41 tonnellate di carbonio per ettaro.

    Sfide ambientali

    Il 60% della produzione agricola brasiliana nasce sul suolo fertile del Cerrado: soia, mais, cotone e carne bovina. Per l’economia del Paese conta moltissimo, per l’ambiente è un problema. Tra il 2000 e il 2015 le superfici coltivate sono cresciute dell’87% e continuano ad aumentare a ritmo veloce.

    Convertire la vegetazione nativa in terreni agricoli consuma gli stock di carbonio, sregola il clima, peggiora l’erosione, riduce la capacità del suolo di trattenere l’acqua e mette in pericolo gli animali. Gli scienziati dicono che il modo migliore per proteggere il Cerrado sarebbe semplicemente lasciarlo intatto, ma non è una strada realistica visto il peso che ha nell’economia brasiliana.

    Per fortuna alcuni parchi nazionali e statali tutelano il Cerrado in aree diverse: il Parco Statale del Jalapão (Tocantins), il Parco Nazionale Sempre-Vivas (Minas Gerais), il Parco Nazionale delle Emas (Goiás), il Parco Nazionale della Chapada dos Veadeiros (Goiás) e il Parco Nazionale Grande Sertão Veredas (Minas Gerais).

    Campi aperti del Cerrado brasiliano.

    Resta comunque importante tenere in equilibrio agricoltura e ambiente. Qualche soluzione c’è, ed è concreta: pratiche agricole sostenibili, ripristino della vegetazione nativa, fonti di energia rinnovabile, più leggi per la conservazione del Cerrado e pene più severe per chi non le rispetta.

    Anche l’ecoturismo è una risposta forte. Le pratiche di viaggio sostenibili raccolgono fondi per la tutela, fanno capire quanto vale il bioma e danno alle comunità locali un modo di vivere che le allontana da lavori potenzialmente dannosi per il Cerrado.

    Gli spazi della Pousada Trijunção, nel Cerrado.

    La fauna del Cerrado

    Alcuni dei migliori tour di osservazione della fauna in Brasile si fanno nel Cerrado. In questo ecosistema vivono 860 specie di uccelli, 200 di mammiferi, 180 di rettili, 150 di anfibi, 1.200 di pesci e milioni di insetti.

    La star della fauna del Cerrado è il lupo dalla criniera, il canide più grande del Sud America. Pelo rosso arancio, zampe lunghe, indole solitaria e una dieta che comprende piccoli animali e persino un frutto locale chiamato lobeira: sono questi i suoi tratti principali. Nel folclore della regione ha poteri speciali, sparisce in un batter d’occhio e ipnotizza le prede per cacciarle più facilmente.

    Lupo dalla criniera, il canide più grande del Sud America e simbolo del Cerrado.

    Anche altri animali sono considerati simboli del Cerrado: ocelot, armadilli, formichieri giganti, porcospini, are, cervi mazama e così via.

    Are azzurre, tra gli uccelli simbolo del Cerrado.

    Qual è il periodo migliore per un viaggio nel Cerrado?

    Il clima del Cerrado ha una stagione secca, ed è lì che cade il periodo migliore per visitarlo: tra maggio e settembre. Il tempo è mite, con giornate calde e notti fresche. Le temperature vanno da 15 °C a 30 °C.

    Con meno pioggia camminare e avvistare animali diventa più facile, mentre la stagione umida (da ottobre ad aprile) porta vegetazione più verde e fiumi e cascate più pieni.

    Il Jalapão nella stagione secca, il periodo migliore per visitare il Cerrado.

    Luoghi e tour nel Cerrado

    Come dicevamo, il Cerrado è talmente vasto da toccare stati diversi, quindi le opzioni di luoghi e di itinerari sono tante. Alcune però si distinguono per bellezza, immersione totale nella natura ed esperienze uniche.

    Osservazione della fauna nella savana tropicale del Cerrado.

    Qui sotto trovi i migliori tour nel Cerrado.

    Jalapão

    Il Parco Statale del Jalapão è un’unità di conservazione nata per proteggere le risorse naturali dell’est dello stato del Tocantins, coperto dal Cerrado.

    Innamorarsene è quasi inevitabile. Dune di sabbia, formazioni rocciose antichissime, sentieri, cascate, fiumi e lagune stanno tutti dentro il parco, ma le attrazioni principali del Jalapão sono probabilmente i fervedouros.

    Acque e vegetazione del Jalapão, nel Cerrado.

    I fervedouros somigliano a piscine naturali, solo che sono circondati da alberi, soprattutto palme buriti, ed è impossibile affondarci dentro, per quanto siano profondi. La pressione delle falde sotterranee tiene a galla chiunque e qualsiasi cosa, e dà all’acqua quell’effetto di bollitura.

    Parco Statale del Jalapão, unità di conservazione nel Cerrado del Tocantins.

    Come arrivarci: l’aeroporto più vicino al Jalapão è il Brigadeiro Lysias Rodriguez (PMW) di Palmas, capitale del Tocantins. Ci sono voli diretti da Brasília, São Paulo, Belo Horizonte e Goiânia. Dopo l’atterraggio servono 4 ore di auto per raggiungere il Jalapão.

    👉 Non perderti questo posto: Dai un’occhiata ai nostri tour nel Jalapão!

    Pousada Trijunção

    Come il Cerrado in Brasile è una meta da vedere nel 2025 secondo il National Geographic, la stessa rivista cita anche la Pousada Trijunção, un lodge di alto livello sul triplice confine tra Bahia, Minas Gerais e Goiás, come la sistemazione perfetta per un viaggio nel bioma.

    Oltre alla raffinatezza, ai servizi premium, agli spazi eleganti, alla cucina e all’esclusività (le suite prenotabili sono solo sette), l’attenzione della Trijunção per il Cerrado si traduce in attività che non trovi altrove.

    Safari alla ricerca del lupo dalla criniera alla Pousada Trijunção.

    È l’opzione giusta se vuoi vedere il lupo dalla criniera. In collaborazione con Onçafari, la non profit che abitua gli animali selvatici alla presenza dell’uomo per sviluppare l’ecoturismo e proteggere fauna e flora, gli ospiti della Pousada Trijunção partecipano a safari per avvistare i lupi nel loro habitat, sempre con guide esperte che seguono protocolli precisi per la sicurezza del gruppo e la tranquillità dell’animale.

    Il programma comprende anche birdwatching, trekking, safari notturno, visita al Parco Nazionale Grande Sertão Veredas, kayak, tramonti e giri in bici tra i campi del Cerrado.

    Safari notturno nel Cerrado, tra le attività della Pousada Trijunção.

    Come arrivarci: da Brasília la Trijunção dista 333 km, cinque ore di auto. Puoi arrivare con la tua macchina, noleggiarne una, prenotare un transfer a parte oppure volare con un aereo privato o un charter dall’aeroporto di Brasília (BSB).

    👉 Vuoi vedere di più? Dai un’occhiata al nostro Brazil Wild Cerrado Tour alla Pousada Trijunção!

    Chapada dos Veadeiros

    Nel nordest di Goiás in Brasile, il Parco Nazionale della Chapada dos Veadeiros custodisce vegetazione tipica del Cerrado, cascate bellissime, decine di sorgenti e formazioni rocciose vecchie miliardi di anni. Riconoscendone il valore, l’UNESCO l’ha iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale nel 2001.

    Parco Nazionale della Chapada dos Veadeiros, in Goiás, Brasile.
    Photo: @camilarbs

    Escursionisti da tutto il pianeta arrivano alla Chapada dos Veadeiros per esplorarne i segreti, compresi i cristalli di quarzo formatisi nel corso del tempo, a cui molti attribuiscono poteri curativi.

    Le cascate, però, restano l’attrazione più cercata del parco. Solo per citarne alcune: Saltos do Rio Preto, Cariocas, Segredo, Almécegas I e II, Vale da Lua e Catarata dos Couros meritano tutte una visita.

    Chapada dos Veadeiros, patrimonio mondiale UNESCO dal 2001, nel Cerrado di Goiás.
    Photo: @dougcerrado

    Come arrivarci: la Chapada dos Veadeiros è servita dall’aeroporto di Brasília (BSB), ma dopo l’atterraggio servono 3 ore di strada. Si dorme ad Alto Paraíso de Goiás, un paese di soli 10.306 abitanti con un ottimo accesso al parco.

    👉 Guarda con i tuoi occhi: prenota ora il nostro Trekking nella Chapada dos Veadeiros!

    Chapada das Mesas

    Il Parco Nazionale della Chapada das Mesas, in Maranhão, tocca 11 comuni nel centro-sud dello stato. I suoi rilievi hanno la forma di tavoli di pietra, da cui il nome: mesas in portoghese vuol dire tavoli.

    Gli altipiani a forma di tavolo della Chapada das Mesas, in Maranhão.
    Photo: @omeupaismaranhao

    Il Cerrado copre buona parte dei 160.000 ettari del parco, ma qui si incontrano anche la Caatinga e l’Amazzonia. Nasce così una diversità naturale bella da vedere, tra cascate cristalline, piscine naturali e pareti rocciose enormi che danno al posto tutto il suo carattere. Proprio per questa ricchezza la Chapada das Mesas viene spesso paragonata al Jalapão.

    Se ti chiedi cosa fare nel Cerrado in questo angolo preciso, alcune tappe sono quasi obbligatorie. La Cachoeira do Santuário è una cascata di 46 metri nascosta dentro un canyon, mentre Encanto Azul e Poço Azul sono piscine naturali incastrate tra le formazioni rocciose.

    Piscine naturali e pareti rocciose della Chapada das Mesas.
    Photo: @eusouwill_rj

    Come arrivarci: i principali punti d’accesso alla Chapada das Mesas sono Carolina e Richão, ma in nessuno dei due c’è un aeroporto. Atterrare a Palmas (PMW), in Tocantins, è la scelta di molti viaggiatori perché ci sono più voli. Su strada il viaggio fino al parco nazionale dura circa 7 ore.

    • Aeroporto di Araguaína (AUX), Tocantins: a 110 km da Carolina, collegato da voli da Palmas, Brasília e Goiânia. Due ore di auto fino alla Chapada das Mesas. Più vicino alla meta, ma i voli settimanali sono pochi e i prezzi di solito più alti.
    • Aeroporto di Imperatriz (IMP), Maranhão: a 220 km da Carolina, collegato da voli da São Luís, Brasília, Belém e Belo Horizonte. Tre ore di auto fino alla Chapada das Mesas. Prezzi nella media e più opzioni di transfer.
    • Aeroporto di Palmas (PMW), Tocantins: a 475 km da Carolina, collegato da voli da Recife, Brasília, Belo Horizonte e São Paulo. Sette ore di auto fino alla Chapada das Mesas. I prezzi più bassi, ma la distanza dal parco nazionale è decisamente maggiore.

    Il Cerrado in Brasile ti aspetta!

    Ora che conosci i dettagli principali del Cerrado, è il momento di vederlo con i tuoi occhi.

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    Vegetazione del Cerrado nel Parco Statale del Jalapão.

  • I trekking più belli del Brasile: 8 sentieri fra dune, foresta e montagne

    I trekking più belli del Brasile: 8 sentieri fra dune, foresta e montagne

    Ami il trekking e il contatto diretto con la natura? Scopri i sentieri migliori del Brasile in questa lista scelta con cura.

    Il Brasile è il posto migliore al mondo per il turismo d’avventura secondo US News & World Report, davanti a destinazioni conosciute per l’ecoturismo come Nepal, Costa Rica e Nuova Zelanda. La classifica spiega anche il primo posto: la cordialità della gente del posto, le occasioni di svago, il clima gradevole e i panorami.

    Camminare nella natura è fra le attività preferite di chi ama l’avventura. I trekking più belli del Brasile attraversano campi aperti, montagne, fiumi, cascate, grotte e distese enormi di vegetazione intatta.

    PlanetaEXO è una piattaforma di ecoturismo specializzata in viaggi d’avventura in Brasile e conosce a fondo le mete di trekking per chi cerca un contatto autentico con la natura. Ecco la nostra lista.

    1 – Vale do Pati, Chapada Diamantina (BA)

    Se non passi dalla Vale do Pati, nel Parco Nazionale della Chapada Diamantina, il trekking in Brasile lo hai fatto solo a metà. Questa meta nello stato di Bahia raccoglie alcuni dei percorsi più impegnativi e più interessanti del Paese.

    Escursionisti camminano su un sentiero roccioso verso montagne lontane durante un tramonto dorato nella Vale do Pati, Parco Nazionale della Chapada Diamantina.
    Photo: Guillaume Leman

    I sentieri attraversano montagne, formazioni rocciose, grotte, punti panoramici, fiumi e cascate. Il bagno alle cascate del Funil e del Cachoeirão è una tappa fissa per chi viaggia. Un altro punto forte del trekking nella Chapada Diamantina è il Morro do Castelo, una parete alta 1.280 metri.

    In media, un trekking nella Vale do Pati chiede 15 chilometri di cammino al giorno, ma puoi allungarlo (22 km) o accorciarlo (8 km). Dipende da quanti giorni ti fermi, dal tipo di esperienza che cerchi e da quanta voglia hai di camminare.

    2 – Lençóis Maranhenses (MA)

    Le dune di sabbia e le lagune di acqua piovana dei Lençóis Maranhenses conquistano chiunque. I paesaggi sembrano di un altro pianeta, ed è esattamente per questo che il posto entra di diritto fra i trekking più belli del Brasile.

    Un escursionista attraversa le immense dune di sabbia bianca del Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses, incorniciato da rami secchi sotto un cielo azzurro.
    .

    Camminando sulla sabbia bianca incontri lagune una dopo l’altra e persone del posto che ti mettono subito a tuo agio. Nei trekking di più giorni si dorme in casa di chi vive dentro il parco nazionale, in amaca, con un pasto caldo alla fine della giornata.

    Il periodo migliore per visitare i Lençóis Maranhenses va da maggio a settembre, quando le lagune sono piene, il sole è forte e la pioggia si ferma. Con il supporto di guide esperte, in un trekking guidato conviene restare almeno 3 giorni per godersi davvero l’esperienza.

    👉 Scopri l’avventura: Trekking di 3 giorni nei Lençóis Maranhenses

    3 – Petrópolis-Teresópolis, Serra dos Órgãos (RJ)

    Un errore comune è pensare che Rio de Janeiro sia solo Copacabana, il Pan di Zucchero e il Cristo Redentore. La città ha queste attrazioni, ma lo stato di Rio raccoglie molti dei luoghi naturali da visitare in Brasile che chi ama viaggiare non dovrebbe saltare.

    Cime frastagliate emergono dalla nebbia fitta all’alba nel Parco Nazionale della Serra dos Órgãos, con in evidenza la formazione del Dedo de Deus.
    Photo: Carlos Perez Couto

    Petrópolis e Teresópolis sono due città dell’entroterra divise dal Parco Nazionale della Serra dos Órgãos, uno dei posti migliori dove fare trekking in Brasile. La rete di sentieri supera i 200 chilometri, con percorsi per ogni livello di difficoltà, tratti sospesi e accessi dedicati alle persone con disabilità.

    Cascate (Véu da Noiva, Andorinhas), piscine naturali (Paraíso, Capela, Sossego, Ponte Velha, Preguiça) e montagne fanno parte dell’esperienza. Si può anche arrampicare sulla Verruga do Frade, sul Pico do Garrafão e sul famosissimo Dedo de Deus, una cima alta 1.692 metri il cui nome significa «Dito di Dio», per la forma allungata che punta verso l’alto.

    4 – Ilha Grande (RJ)

    Ilha Grande è un’isola del comune di Angra dos Reis, nello stato di Rio de Janeiro. Ci sono 16 sentieri di trekking di diversi livelli di difficoltà che attraversano zone appartate di foresta tropicale.

    Una persona cammina sulla sabbia bianca e nell’acqua azzurra e limpida della spiaggia di Lopes Mendes, a Ilha Grande, circondata da foresta tropicale e montagne.
    @fernando.ilhagrande

    Un altro punto forte è la spiaggia di Lopes Mendes, considerata una delle più belle del Brasile. Piace a chi fa surf e piace a chi cammina. Per arrivarci puoi scegliere i sentieri T10 (spiagge di Grande de Palmas e Mangues), T11 (spiaggia di Pouso) o T12 (Faro di Castelhanos).

    I circuiti a Ilha Grande vanno da 4 a 7 giorni, quindi puoi scegliere fra un ritmo più veloce e un’esplorazione più lenta.

    👉 Leggi anche: Qual è il periodo migliore per visitare il Brasile?

    5 – Monte Roraima (RR)

    Il Monte Roraima è una montagna sul triplice confine fra Brasile, Venezuela e Guyana. Il punto più alto arriva a 2.810 metri sul livello del mare, una sfida vera per chi cerca adrenalina. In media i trekking sul Roraima durano 4-5 ore al giorno, ma possono arrivare a 8 ore a seconda dell’itinerario. I tour sul Monte Roraima vanno da 6 a 10 giorni.

    Un escursionista seduto sul bordo di una parete ripida di arenaria sul Monte Roraima guarda in basso una valle immensa piena di nuvole bianche.
    @roraimaadventures

    Le piscine naturali sono uno dei motivi per cui questo è uno dei migliori trekking di montagna del Sud America. L’acqua è limpida, perfetta per fare il bagno, galleggiare e lasciarsi i pensieri alle spalle.

    Un’altra esperienza da non perdere è la Valle dei Cristalli, un’area coperta di quarzo bianco che luccica sul terreno. Il Monte Roraima è un blocco gigante di arenaria: nel tempo gli sbalzi di temperatura e l’erosione hanno creato questa formazione di cristalli, che attira visitatori da tutto il pianeta per la sua bellezza e per i poteri energetici che le vengono attribuiti.

    👉 Scopri l’avventura: Trekking del Monte Roraima di 8 giorni

    6 – Serra Fina (SP/MG/RJ)

    Salite ripide e quote alte: per questo la Serra Fina compare sempre nelle liste dei trekking più belli del Brasile.

    Un escursionista con un grande zaino verde in spalla su un crinale erboso, con davanti il paesaggio montuoso della Serra Fina.
    @bernardoespinhaco

    Con sentieri che vanno da 7 a 26 chilometri, è anche uno dei percorsi più impegnativi del Paese. Il sentiero del Pico dos Três Estados, per esempio, si trova sul confine fra gli stati di São Paulo, Minas Gerais e Rio de Janeiro. Questo tour dura 3-4 giorni.

    Un’avventura così esigente chiede una buona preparazione fisica. Chi cammina qui si prepara per mesi prima di partire: mangia bene, migliora la forma fisica e fa controlli medici regolari.

    Lo sforzo ripaga: i panorami sono bellissimi e la soddisfazione di aver superato una prova del genere è difficile da battere.

    👉 Scopri l’avventura: Trekking di 4 giorni nella Serra Fina

    7 – Chapada dos Veadeiros (GO)

    Il Parco Nazionale della Chapada dos Veadeiros, nello stato di Goiás, offre alcune delle esperienze migliori per camminare in Brasile. La varietà è tanta: ci sono percorsi facili, medi e difficili per ogni tipo di viaggiatore. Canyon, piscine naturali, punti panoramici, valli e cascate si incastrano come tessere di un puzzle e compongono scenari che ti restano addosso.

     Un gruppo di viaggiatori cammina in fila indiana su un sentiero stretto ed erboso circondato dalle valli verdi del Parco Nazionale della Chapada dos Veadeiros.
    .

    A proposito di cascate, qui ce ne sono parecchie da vedere di persona: Cristais, São Bento, Encantado, Almécegas (I e II), Rei do Prata, Sertão Zen, Mirante da Janela, Vale da Lua, Santa Bárbara, Catarata dos Couros e altre ancora.

    Il trekking nella Chapada dos Veadeiros dura di solito da 2 a 5 giorni. Se ti fermi qualche giorno in più puoi anche girare la zona: comprare artigianato nei mercatini della Vila de São Jorge e mangiare bene ad Alto Paraíso, il paese più conosciuto dei dintorni.

    👉 Leggi anche: Trekking nella Chapada dos Veadeiros

    8 – Pico da Neblina (AM)

    Il Pico da Neblina, nello stato di Amazonas, è la cima più alta del Brasile: 2.995 metri sul livello del mare. Per arrivare in vetta servono di solito fino a 15 giorni dentro il parco nazionale, a seconda del ritmo del gruppo.

    Le cime alte e frastagliate del Pico da Neblina si alzano sopra la volta verde e fitta della Foresta Amazzonica sotto un cielo nuvoloso.
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    Il campeggio nella foresta fa parte dell’esperienza e lungo il percorso ci si può rinfrescare alla cascata Tucano, esplorare la Foresta Amazzonica e conoscere la cultura locale. Il tour chiede uno sforzo fisico notevole, ma se ami l’avventura ne vale la pena.

    Il viaggio richiede anche permessi speciali e guide esperte, perché si svolge in terra indigena Yanomami.

    👉 Scopri l’avventura: Spedizione al Parco Nazionale Pico da Neblina

    Scopri i trekking più belli del Brasile con PlanetaEXO!

    Non ci sono dubbi: il Brasile è uno dei posti migliori dove camminare. Fra distese di sabbia bianca e zone di montagna con cascate e piscine naturali, l’avventura non delude mai.

    PlanetaEXO è una piattaforma di ecoturismo specializzata in viaggi d’avventura in Brasile e ti mette in contatto con i migliori operatori locali, per un viaggio autentico e sostenibile in alcune delle mete naturali più belle del Paese. Scrivici ora!

  • Ecoturismo in Amazzonia: una risposta alla deforestazione

    Ecoturismo in Amazzonia: una risposta alla deforestazione

    Mentre la deforestazione minaccia l’Amazzonia, l’ecoturismo in Amazzonia si afferma come una delle risposte possibili, con startup come PlanetaEXO che lavorano al fianco della conservazione e delle comunità locali.

    La Foresta Amazzonica, spesso chiamata «polmone della Terra», sta affrontando una delle sfide più critiche degli ultimi decenni. I tassi di deforestazione sono saliti moltissimo: ogni anno vengono disboscati oltre 10.000 chilometri quadrati di foresta, per il taglio illegale di legname, l’attività mineraria e la conversione dei terreni in agricoltura. A questo si aggiungono incendi da record e siccità persistenti, con oltre 50.000 focolai attivi in tutto il Brasile.

    Il turismo sostenibile verso la Foresta Amazzonica sta emergendo come strategia concreta per contrastare questa crisi ambientale e allo stesso tempo sostenere le comunità locali.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica
    “Locally guided tours help shift the focus away from destructive practices.” – Photo: João Paulo Krajewski

    PlanetaEXO, startup dedicata ai viaggi a basso impatto, lavora a stretto contatto con queste comunità per proporre tour in Amazzonia in Brasile che mettono al primo posto sia la conservazione dell’ambiente sia l’autonomia delle comunità. «Abbiamo visto con i nostri occhi come gli ecolodge e i tour guidati dalla gente del posto spostino l’attenzione lontano dalle pratiche distruttive», dice Lucas Ribeiro, fondatore di PlanetaEXO.

    «Mettendo in contatto chi viaggia con esperienze autentiche che portano un beneficio alle comunità locali, promuoviamo un modello di turismo che sostiene le persone e il pianeta», aggiunge.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica: come può ridurre la deforestazione
    A sanctuary for biodiversity and a symbol of sustainable tourism: Cristalino Ecological Reserve

    Secondo un rapporto del World Wildlife Fund (WWF), l’ecoturismo in Amazzonia può ridurre la deforestazione offrendo una fonte di reddito alternativa alle industrie che sfruttano la foresta.

    Il WWF sostiene che il turismo responsabile può contribuire a mantenere oltre il 50% della biodiversità della foresta e allo stesso tempo affrontare le sfide del clima, proteggendo ampie superfici dal disboscamento.

    Comunità locali più forti grazie al turismo sostenibile

    I benefici del turismo sostenibile non si fermano alla tutela dell’ambiente. L’ecoturismo crea anche opportunità economiche per le comunità locali, molte delle quali indigene, che da sempre custodiscono l’Amazzonia.

    Un esempio forte di questa trasformazione, raccontato da Projeto Draft, è la storia di Roberto Brito Mendonça, di Iranduba, nello stato di Amazonas. Come suo padre e suo nonno, Roberto era un taglialegna e viveva della foresta. Nel 2008 la sua terra è entrata a far parte della Riserva di Sviluppo Sostenibile del Rio Negro e il suo lavoro è finito a rischio. Davanti all’incertezza, Roberto è passato al turismo e nel 2012 ha aperto la Pousada do Garrido, una delle 24 attività turistiche della zona.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica, una risposta alla deforestazione
    “The Amazon we want is one full of life – and when I say life, I mean especially the human lives that are part of it,” says Roberto Brito.

    «L’accesso all’istruzione e alla tecnologia è fondamentale per la sostenibilità», dice Roberto. «Se tutti avessero questa possibilità, potremmo tracciare una rotta nuova per la foresta. L’Amazzonia che vogliamo è piena di vita e, quando dico vita, intendo soprattutto le vite umane che ne fanno parte».

    La sua storia mostra come il turismo sostenibile possa offrire un’alternativa alle industrie estrattive e permettere alle comunità locali di conservare sia la natura sia il proprio modo di vivere.

    Ecolodge che danno l’esempio

    Strutture come l’Uakari Lodge, nella Riserva Mamirauá a Tefé, e il Cristalino Lodge, ad Alta Floresta nel Mato Grosso, mostrano bene il ruolo degli ecolodge nell’ecoturismo. L’Uakari si trova in un ecosistema semi-allagato che rappresenta il 3% dell’Amazzonia e punta a proteggere la biodiversità locale sostenendo undici comunità locali.

    Il lodge lavora con la sostenibilità al centro: energia solare, raccolta e stoccaggio dell’acqua piovana, trattamento dei reflui con microrganismi al posto dei prodotti chimici. Perfino le tegole sono fatte con bottiglie di plastica riciclate.

    Ecolodge che guidano le pratiche sostenibili, Uakari Lodge
    “Uakari Lodge aims to protect local biodiversity while supporting eleven local communities.”

    Agli ospiti si chiede di ridurre i consumi di energia e tutti i rifiuti vengono trattati prima di tornare al fiume. Con il suo modello di turismo comunitario, l’Uakari offre lavoro e formazione alle persone del posto, in modo che l’attività del lodge abbia un impatto minimo sull’ambiente.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica, una risposta alla deforestazione

    Il Cristalino Lodge, invece, è un ecolodge inserito in una delle più grandi riserve private dell’Amazzonia e protegge oltre 11.000 ettari di foresta, un’area quasi doppia rispetto all’isola di Manhattan. Questa superficie resta intatta, ricca di biodiversità, e sostiene un lavoro di conservazione importante.

    Il Cristalino Jungle Lodge dà l’esempio nell’ecoturismo nella Foresta Amazzonica
    Being atop Cristalino Lodge’s 164-foot towerview  is a breathtaking sight. – Photo: Andre Dib

    Il lodge adotta un’architettura sostenibile che rispetta la natura, con sistemi di trattamento dei reflui e delle acque di scarico, riscaldamento solare dell’acqua, energia solare e riciclo: protocolli pensati tutti per ridurre al minimo l’impatto delle sue attività. Limitando il numero di ospiti per guida in ogni escursione, il Cristalino garantisce un’esperienza a basso impatto.

    Pannelli solari che alimentano un ecolodge a basso impatto nella Foresta Amazzonica
    “The lodge adopts sustainable architecture that respects nature.” – Photo Samuel Melim

    Chi soggiorna nei due lodge dell’Amazzonia parte per trekking ed escursioni guidate e tocca con mano quanto sono complessi gli ecosistemi amazzonici.

    L’Uakari Lodge è un rifugio per specie uniche come l’uakari dalla faccia bianca, mentre il Cristalino Lodge sostiene ricerche che hanno documentato oltre 1.356 specie vegetali diverse, sei delle quali prima sconosciute alla scienza.

    Promuovendo un turismo a basso impatto, Uakari e Cristalino contribuiscono a conservare la foresta e a garantire un reddito stabile alle comunità locali.

    Impatto economico e globale del turismo sostenibile in Amazzonia

    Il confronto economico fra turismo sostenibile e sfruttamento privato dell’Amazzonia dice molto sul peso dei viaggi a basso impatto. Secondo la Banca Mondiale, il turismo sostenibile in Amazzonia vale circa 2,3 miliardi di dollari all’anno.

    Anche se si tratta solo di circa il 5% dei 45 miliardi di dollari generati dallo sfruttamento privato della foresta fra agricoltura, taglio del legname ed estrazione mineraria, l’ecoturismo resta un alleato essenziale della conservazione.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica in Brasile
    Photo: Samuel Melim

    Oltre al valore economico, il turismo sostenibile fa conoscere la crisi della deforestazione in Amazzonia e il suo effetto sul clima globale. Chi vede la distruzione con i propri occhi spesso torna a casa e sostiene progetti di conservazione nel proprio Paese.

    L’ecoturismo contribuisce anche all’educazione ambientale e aiuta a capire meglio perché servono pratiche sostenibili in tutto il mondo.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica, are azzurre
    Photo: Jorge Lopes

    Con i tour a basso impatto che contribuiscono sempre di più alla tutela e al ripristino della natura, l’ecoturismo può cambiare il modo in cui il mondo guarda alla deforestazione. Chi viaggia sostiene questo lavoro e si crea una situazione in cui tutti ci guadagnano: il turismo finanzia la conservazione delle risorse naturali dell’Amazzonia.

    Un invito ad agire

    Mentre la deforestazione continua a minacciare uno degli ecosistemi più importanti del pianeta, il turismo sostenibile indica una strada. Spostando gli incentivi economici e aumentando la consapevolezza globale è possibile ridurre la pressione sull’Amazzonia e proteggere la sua biodiversità per le generazioni future.

    In PlanetaEXO crediamo che ogni viaggiatore possa fare la differenza. I nostri eco-tour propongono esperienze di turismo autentico e responsabile, che portano un beneficio all’ambiente e alle comunità che vivono della foresta. Scegliendo il turismo sostenibile, possiamo far parte tutti della soluzione.

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  • Guida di viaggio al Parco Statale del Jalapão, in Brasile

    Guida di viaggio al Parco Statale del Jalapão, in Brasile

    Benvenuto nella nostra guida di viaggio al Parco Statale del Jalapão, il compagno giusto per esplorare il Cerrado, la savana più estesa del Sud America e una delle meraviglie naturali più notevoli del Brasile.

    In questa regione selvaggia il Parco Statale del Jalapão è un paradiso per chi ama l’avventura e la natura, con paesaggi ampi, i famosi fervedouros, dune dorate e una fauna varia. Questa guida raccoglie le informazioni essenziali: il periodo migliore per andare, le attività principali e i consigli per sfruttare al meglio la tua avventura.

    Che tu stia organizzando un tour in Jalapão pieno di attività o un ritiro tranquillo nella natura, questa guida ti aiuta a pianificare il viaggio e a vivere un’esperienza all’altezza della bellezza del parco.

    Cominciamo!

    1. Dove si trova il Jalapão?
    2. Come arrivare al Parco Statale del Jalapão?
    3. Qual è il periodo migliore per visitare il Jalapão?
    4. Cosa fare nel Parco Statale del Jalapão?
    5. Quanti giorni servono in Jalapão?
    6. Serve una guida?
    7. Quanto costa?
    8. Cosa portare?
    9. Vale la pena visitare il Jalapão?

    👉 Già curioso? Scopri 10 curiosità sul Jalapão che devi conoscere

    Il Parco Statale del Jalapão, in Brasile
    Discover Jalapão State Park, a natural gem in Tocantins state. Photo: Lucas Guerra

    Il Parco Statale del Jalapão, in Brasile

    Il Parco Statale del Jalapão si trova nel Tocantins, lo stato più giovane del Brasile, e copre un’area vastissima di 34.000 chilometri quadrati. Per darti un’idea, la sua superficie totale è quasi quanto tutta la Svizzera. Istituito nel 2001, il Parco Statale del Jalapão è un’area protetta che custodisce cascate, dune, canyon e formazioni rocciose, oltre ai famosi fervedouros, le sorgenti che formano piscine naturali uniche.

    La regione in cui si trova il Jalapão ha un’origine geologica antichissima e risale a milioni di anni fa: molto tempo fa qui c’era il mare. Per via di cambiamenti climatici e atmosferici drastici nel corso dei millenni il mare si è ritirato e ha lasciato spazio a un ecosistema vario. Oggi il Jalapão rappresenta la più estesa area continua di Cerrado in Brasile con un alto grado di conservazione, e ospita una fauna varia, con specie minacciate di estinzione come il pato mergulhão (lo smergo brasiliano).

    Oltre alla natura, il Jalapão è anche un centro di artigianato sostenibile, in particolare con il capim dourado (l’erba dorata) e la seta di buriti. Questi manufatti non sono soltanto una fonte di reddito primaria per le comunità locali, ma anche il centro degli sforzi per mantenere la produzione sostenibile sul piano ecologico ed economico. Che tu cerchi avventura o tranquillità, il Parco Statale del Jalapão in Brasile propone attività che vanno dalle camminate e dal trekking al rafting e al kayak, e resta una meta che ricordi a lungo.

    Dove si trova il Jalapão?

    Il Parco Statale del Jalapão si trova nella parte orientale del Tocantins, a circa 300 chilometri da Palmas, la capitale dello stato. Il parco si estende su diversi comuni, fra cui Ponte Alta do Tocantins, Mateiros, São Félix do Tocantins e altri. I paesaggi del Jalapão sono vari e vanno dai fiumi e dalle cascate alle dune di sabbia e agli altopiani rocciosi, che arrivano a 800 metri di altezza (2624,67 ft).

    Noto per l’ambiente remoto e incontaminato, il Jalapão è lontano dai grandi centri urbani, il che lo rende una meta ideale se cerchi un’immersione completa nella natura. Questo isolamento non solo regala una fuga tranquilla, ma preserva anche la bellezza aspra del parco e unisce avventura e relax nel bioma Cerrado.

    Come arrivare al Parco Statale del Jalapão?


    How to get to Jalapão State Park?

    Il modo più comodo e più comune per raggiungere il Parco Statale del Jalapão è partire da Palmas, che ospita l’aeroporto più vicino, il Brigadeiro Lysias Rodrigues (PMW). Ci sono voli diretti per questo aeroporto da Brasília, São Paulo, Belo Horizonte e Goiânia. Da Palmas, vista l’estensione del parco, metti in conto almeno quattro ore di auto fino a Mateiros o São Félix, le basi preferite dalla maggior parte dei turisti per visitare le attrazioni del Jalapão che si trovano lì. Il mezzo migliore per raggiungere questi paesi è un fuoristrada 4×4, perché quasi tutte le strade sono sterrate o coperte di sabbia soffice. Viaggiare con una guida è altamente consigliato, vista la segnaletica stradale minima e la difficoltà di accesso alle attrazioni.

    È importante sapere anche che il Jalapão è pieno di attrazioni sparse su tutto il territorio e che visitare il parco non è un percorso lineare, ma un circuito: di solito si entra da un lato e si esce dall’altro. È normale che i tour partano e finiscano a Palmas, quindi tutti i pacchetti per il Jalapão di PlanetaEXO includono questo trasporto e propongono varie opzioni di percorso, di giorni disponibili e di attività, così puoi goderti davvero questo posto. Pianificare l’itinerario con attenzione è quindi essenziale per un’esperienza piena e appagante.

    Come arrivare al Parco Statale del Jalapão?
    From Palmas to Jalapão: a thrilling drive through Brazil’s Cerrado biome.

    Qual è il periodo migliore per visitare il Jalapão?

    Quando organizzi un tour al Parco Statale del Jalapão in Brasile, scegliere il periodo giusto dell’anno conta parecchio. Il Jalapão si può visitare tutto l’anno, ma il momento migliore è la stagione secca, da maggio a settembre. In questi mesi il tempo è più prevedibile, con meno probabilità di pioggia e cieli più limpidi, condizioni ottimali per le attività all’aperto e per le visite. Più ti avvicini a settembre, più l’aria diventa secca: per questo molti visitatori preferiscono venire a maggio, quando l’umidità è ancora alta, non piove molto e la vegetazione è più verde e rigogliosa. Più è secco, però, più i tramonti sono belli.

    Qual è il periodo migliore per visitare il Jalapão?
    Go to Jalapão and be enchanted with stunning sunsets and vibrant landscapes.

    Nella stagione delle piogge, da ottobre ad aprile, possono arrivare piogge intense e temporali che rendono alcune strade quasi impraticabili e ostacolano l’osservazione della fauna. Il picco di pioggia è a gennaio, quando in alcuni giorni raggiunge i 225 mm. Questo non vuol dire che qui faccia freddo: il caldo è costante e il sole non manca mai. Nella stagione delle piogge tutto il paesaggio è verde, mentre nella stagione secca l’ampia distesa del Cerrado diventa molto arida.

    Qual è il periodo migliore per visitare il Jalapão?
    Experience Jalapão’s beauty under clear skies and warm sun.

    Quanto al clima, la temperatura in Jalapão resta calda e tropicale tutto l’anno, con una media diurna di 25 °C (77 °F). Indipendentemente dal periodo, l’escursione termica è ridotta: le massime stanno fra 30°C (86 °F) e 34°C (93.2 °F) e le minime fra 15°C (59 °F) e 20°C (68 °F).

    Che tempo fa adesso in Jalapão, Tocantins?

    Dai un’occhiata al tempo che fa in questo momento nel Parco Statale del Jalapão!

    Cosa fare nel Parco Statale del Jalapão?

    Il Jalapão propone itinerari e attività diversi, per chi ama la natura e per chi cerca l’avventura. Si va dalle camminate sui sentieri panoramici al galleggiare nelle piscine naturali, fino alla scoperta della ricchezza culturale delle comunità locali: c’è qualcosa per tutti. Ecco alcune delle attività da non perdere in Jalapão:

    Galleggiare nei fervedouros:
    Prova il fenomeno unico del galleggiamento nelle acque trasparenti dei fervedouros. I più famosi del Jalapão sono il Fervedouro do Soninho, il Fervedouro do Ceiça, il Fervedouro Buritizinho e il Fervedouro Bela Vista. Queste piscine naturali sono alimentate da sorgenti sotterranee che creano un effetto di spinta verso l’alto: affondare è impossibile. Si stima che alcune sorgenti arrivino a 30 metri di profondità. Non farti ingannare: nei punti in cui l’acqua sgorga dalle sorgenti non riesci a toccare il fondo. Nonostante lo straniamento iniziale di nuotare in un posto «senza fondo», l’esperienza è davvero incredibile.

    Rafting:
    Se cerchi adrenalina, il rafting sul Rio Novo è d’obbligo. L’avventura ti porta fra rapide di classe III e IV, con emozioni forti e vedute ampie sulla natura intorno. Le acque limpide del Rio Novo e l’ambiente naturale ne fanno una delle migliori esperienze di rafting del Brasile. Le uscite in rafting prevedono spesso soste sulle spiagge di sabbia lungo il fiume, dove puoi rilassarti e goderti il panorama.

    Rinfrescarsi in acque pure:
    Rinfrescati nelle acque delle cascate del Jalapão. Visita la Cachoeira da Formiga, dall’acqua verde smeraldo, e l’imponente Cachoeira da Velha, che ha una portata potente ed è perfetta per un bagno rigenerante.

    Sentieri e camminate:
    Esplora i paesaggi del Jalapão lungo i vari sentieri e percorsi. Comincia la giornata presto per vedere l’alba dalla Serra do Espírito Santo e chiudila con il tramonto dalla cima delle dune, con vista panoramica sulla regione. Lo scenario è spettacolare, con sabbie dorate che formano rilievi fino a 40 metri.

    Cosa fare in Jalapão?
    Thrill-seekers will love rafting on Jalapão!

    Ricchezza culturale delle comunità locali:
    Scopri la ricchezza culturale del Jalapão visitando le comunità locali. Incontra la comunità quilombola Mumbuca, nota per l’artigianato in capim dourado, e assaggia i piatti fatti in casa mentre conosci le tradizioni e la storia del posto.

    Dai fervedouros e dalle cascate ai sentieri di montagna e al rafting, il Jalapão è un parco giochi per chi ama l’avventura e vuole immergersi nel paesaggio. Scopri di più su cosa fare nel Parco Statale del Jalapão.

    Cosa fare in Jalapão
    Swimming in the crystal-clear waters of Jalapão! – Photo: @viagemnarelacao

    Trails and Hikes:

    Explore the stunning landscapes of Jalapão through various trails and hikes. Start your day early to witness breathtaking sunrises at the Serra do Espírito Santo, and end your day with mesmerising sunsets from the top of the dunes, offering panoramic views of the region​​​​. The scenery is spectacular, with golden sands forming elevations of up to 40 metres!

    Cosa fare nel Parco Statale del Jalapão in Brasile?
    Jalapão’s beauty and thrilling activities make it a must-visit.

    Cultural Richness of the Local Communities:

    Discover the cultural richness of Jalapão by visiting local communities. Engage with the Mumbuca Quilombola Community, known for its golden grass handicrafts, and enjoy home-cooked meals while learning about the traditions and history of the area​​.

    From fervedouros and waterfalls to mountain trails and rafting, Jalapão is a playground for adventure lovers who wish to immerse themselves in the landscape. Scopri di più su cosa fare nel Parco Statale del Jalapão.

    Quanti giorni servono in Jalapão?

    Per vivere davvero la bellezza e la varietà del Parco Statale del Jalapão in Brasile ti consigliamo di fermarti almeno 4 giorni. Vista però l’estensione del parco e il numero di attrazioni, una visita più lunga permette un’esplorazione più completa. Ogni area del Jalapão, da Ponte Alta a Mateiros e São Félix, ha le sue attrazioni e richiede tempo per essere apprezzata.

    Ricorda che raggiungere una di queste cittadine di accesso al Jalapão richiede parecchio tempo su strada, per via delle distanze e dell’isolamento del parco: preparati a mettere in conto almeno 4 ore di viaggio. Se hai poco tempo, questo può incidere sulla tua esperienza.

    Se puoi permetterti più giorni, allungare il soggiorno a 5 o 6 giorni ripaga parecchio. Con questi giorni in più puoi entrare più a fondo nelle meraviglie naturali del parco, fare camminate più lunghe, raggiungere posti fuori dai percorsi battuti e avere più occasioni di contatto con le comunità locali. Un soggiorno più lungo ti dà anche il tempo di attraversare il Jalapão e di conoscere le sue attrazioni principali senza fretta. Sfoglia le varie opzioni di itinerario dei nostri tour in Jalapão.

    Quanti giorni servono in Jalapão?
    A multi-day stay in Jalapão lets you immerse in its natural marvels.

    Serve una guida per visitare il Jalapão?

    Anche se non è obbligatorio, ti consigliamo di visitare il Jalapão con una guida professionista. Per via delle strade sterrate con fondo sabbioso il Jalapão è adatto solo ai fuoristrada 4×4, e le strade sono segnalate male, il che rende difficile l’accesso alla maggior parte delle attrazioni. In più la densità di popolazione è bassissima, nemmeno 1 abitante per km², quindi puoi guidare per ore senza incontrare nessuno lungo la strada a cui chiedere indicazioni.

    Niente paura. Il team di PlanetaEXO è pronto a venirti a prendere e a riportarti a Palmas in comodità e sicurezza per tutto il viaggio. Un tour guidato non solo migliora l’esperienza, ma la rende anche più completa e memorabile, e fa sì che la tua visita abbia un impatto minimo sull’ambiente e aiuti la comunità locale.

    Serve una guida per visitare il Jalapão?
    Guided tours makes exploring Jalapão safer and more rewarding.

    Quanto costa andare in Jalapão?

    Il costo dei tour del Parco Statale del Jalapão dipende da quanti giorni resti, dal numero di persone e dalle attività che vuoi fare. La media va da R$2.835,00 a R$3.415,00 a persona per un itinerario di 5 giorni, che comprende guida professionista, alloggio, un buffet vario per colazione e pranzo, i trasporti per tutto il viaggio e i biglietti per tutte le attrazioni che visiti. È possibile fare i tour in Jalapão anche in 4 giorni o 6 giorni.

    Un punto molto importante: alcune attrazioni sono spesso indicate come facoltative. Per esempio l’alba alla Serra do Espírito Santo e il rafting sul fiume Soninho, fra le altre opzioni, si possono prenotare a parte.

    Quanto costa andare in Jalapão?
    Go to Jalapão and unwind in nature!

    Cosa portare in Jalapão?

    Cosa portare in Brasile dipende molto dall’itinerario: per il Jalapão attività diverse come i trek, le cascate o il rafting richiedono attrezzatura specifica. Ecco un elenco di cose essenziali che ti consigliamo caldamente di mettere nello zaino:

    • Maglietta a maniche lunghe con protezione UV;
    • Pantaloni da trekking (pantaloni leggeri o leggings);
    • Scarponi da trekking o scarpe da ginnastica comode (con buona aderenza) per i sentieri;
    • Scarpe da acqua o un secondo paio di scarpe da ginnastica (che si possano bagnare, per il rafting);
    • Crema solare e repellente;
    • Cappello o berretto.
    • Occhiali da sole;
    • Borraccia o bottiglia d’acqua;
    • Zaino (zaino piccolo fino a 20 litri da portare sul sentiero);
    • Giacca leggera per le notti più fredde da maggio a settembre (minimo 16°C);
    • Impermeabile fra ottobre e aprile (piogge più forti fra dicembre e marzo);
    • Abbigliamento leggero e costume da bagno.
    Cosa portare in Jalapão?
    Jalapão tours offers a unique opportunity to disconnect from the hustle and bustle of the world

    Vale la pena visitare il Jalapão?

    Certo che vale la pena visitare il Parco Statale del Jalapão. Mette insieme paesaggi ampi, fauna varia e una gamma di attività per chi cerca avventura e per chi ama la natura. Con i famosi fervedouros, le dune dorate e le cascate rinfrescanti, il Jalapão regala esperienze difficili da trovare altrove. L’ambiente remoto e ben conservato del parco, unito alla ricchezza culturale come la produzione artigianale sostenibile delle comunità locali, ne fa una meta che ti resta addosso. Che tu cerchi avventure forti come il rafting e le camminate o un ritiro tranquillo nella natura, il Jalapão ha molto da offrirti.

    Vale la pena visitare il Jalapão?
    From fervedouro springs to golden dunes, Jalapão offers unforgettable experiences for all.

    Pronto a scoprire il Parco Statale del Jalapão?
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